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Christiane Löhr

Sculture
20 maggio - 20 luglio 2006



PIAC/Piattaforma Internazionale Arte Contemporanea è lieta di presentare una mostra personale dell´artista tedesca Christiane Löhr (1965).

La natura è alla base del lavoro di Christiane Löhr. Per le sue opere - sculture e installazioni - l'artista utilizza elementi provenienti dal mondo naturale come semi di varie specie vegetali, gambi, steli, infiorescenze di piccole piante, talvolta perfino il crine di cavallo. Di questi materiali semplici, comuni, raccolti dove capita, sul ciglio di una strada cittadina o durante una passeggiata in campagna, l'artista indaga la perfezione delle forme geometriche e le potenzialità compositive, separandoli, ordinandoli, essiccandoli, studiandone la struttura interna. Löhr lavora per aggregazione, per costruzione, a volte per semplice accostamento, oppure per intreccio; come nel caso del crine di cavallo, dove l'unione delle parti deriva da intrecci o nodi di crini con tesi alla parete da piccoli aghi. In altri casi, come ad esempio in Gebirge (Catena montuosa, 2005), i semi di edera, con la loro caratteristica struttura a stella, si aggregano in monticelli di piccolissime dimensioni o in architetture simili a piccoli templi hindu appoggiati su una bassa pedana. Altre volte ancora (Cuscino di semi, 2005) Löhr utilizza i semi di canna palustre, leggeri e impalpabili, per comporre morbidi cuscini trattenuti alla parete da una invisibile reticella di nylon. Oppure accosta i soffioni del dente di leone per formare piccole o grandi sculture a pavimento.
Con una manualità fatta di gesti minuziosi e pazienti, che rinuncia a qualsiasi tipo di sofisticazione (Löhr non utilizza alcuna colla o altro legante per tenere insieme le parti), l'artista costruisce architetture alte pochi centimetri, forme finite che si aprono a infinite associazioni. Fragili e trasparenti, le sculture di Löhr dialogano con il vuoto che le circonda, come rubando forza vitale alla trasparenza dell'aria.

Per la mostra alla galleria PIAC Christiane Löhr si lascia suggestionare dalla presenza curvilinea dell'altopiano che definisce l'orizzonte visivo della città antica e dalle alte volte a vela dello spazio espositivo, per realizzare al centro dello spazio una scultura convessa sospesa nel vuoto, ottenuta con semi di cardo selvatico appoggiati su una invisibile rete di nylon e, lungo una piccola porzione di parete, un fitto e teso reticolo di crini di cavallo. Alludendo al rapporto tra geometrie naturali e architettoniche, tra pieni e vuoti che regolano e “tengono insieme il mondo”, Löhr crea nuove forme che, sotto rinnovate suggestioni, dialogano con la natura del luogo e, nel caso specifico del reticolo di crini, con la cultura araba siciliana.


Christiane Löhr è nata in Germania nel 1965. Vive e lavora tra Colonia e Prato. Conosciuta al pubblico internazionale per la partecipazione nel 2001 alla 49a edizione della Biennale di Venezia a cura di Harald Szeemann, ha esposto in numerose mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati, tra le quali ricordiamo, nel 2005, Objekte und Zeichnungen al Kunstverein di Heidelberg e, nel 2003, Wie die Dinge den Raum berühren al Kunstmuseum di Bonn e Il racconto del filo al Museo di Arte Contemporanea di Rovereto.