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Sergio Breviario

P.E.P.E.
21 aprile - 20 giugno 2007



La Galleria PIAC (Piattaforma Internazionale Arte Contemporanea) è lieta di presentare P.E.P.E., il primo progetto site specific realizzato da Sergio Breviario (1974) per una mostra personale in una galleria.

P.E.P.E. è un'unità di misura, il pincipio originatore di uno spazio interamente misurato e proporzionato su di lui. Nero, misterioso, lucido, denso nella misura in cui si fa centro di un campo di forze: una forza centrifuga, che da P.E.P.E. si estende all'esperienza di uno spazio ideale, alla proiezione immaginaria di un chiostro; e una forza centripeta che, similmente alla struttura di una griglia, attraverso le tre rappresentazioni bidimensionali del chiostro, ri-quadra lo spazio reale in cui P.E.P.E. è contenuto oltre che, a sua volta, contenitore di una sfera celata al suo centro.

Il progetto alla Galleria PIAC prende forma, come altri lavori di Breviario, da una concezione intellettuale in cui l'idea di pittura, di volume e di spazio compiono continui atti di reciprocità disinvolta e inattesa, collocandosi in una relazione osmotica in cui forma e profondità si offrono, di volta in volta, come dati reali o proiezioni immaginarie, in un gioco di specchi e di rimandi, di ribaltamenti e, come afferma l'artista, di scivolamenti, per creare un nuovo punto di equilibrio nell'ampio spazio della visione.

Breviario lavora, dunque, per estensione, facendo proprio il concetto contemporaneo di riproducibilità seriale: nella concezione temporale della mostra, P.E.P.E., il soggetto scultura originario, si riproduce e si moltiplica, attraverso un atto di misurazione instabile e a-logico, nella rappresentazione del chiostro, il quale, una volta divenuto pittura, se ne rende autonomo.
Sempre in tema di estensione, il processo di riproduzione del soggetto nel chiostro si compie non una ma tre volte, secondo tre punti di osservazione scelti dall'artista a partire dal soggetto, per descriverne la proiezione. Tre paesaggi - chiostri, tre visioni percorse in primo luogo dall'artista e soggette a un altrettanto libero moltiplicarsi sotto lo sguardo dell'osservatore.
In ultimo, in una concezione a-temporale, P.E.P.E. potrebbe essere riprodotto in serie o restare un pezzo unico come lo è oggi. Le sue potenzialità sono infinite, in quanto esso è una forma senza avere una misura: potrebbe essere un portapepe da usare a tavola, o un faro da scorgere fra le acque del mare, o ricordare la presenza fisica di un uomo.

Sergio Breviario è nato a Bergamo. Vive e lavora a Milano. Nel 2002 è stato selezionato tra i partecipanti al Corso di Arti Visive della Fondazione Ratti tenuto da Giulio Paolini. Nel 2006 ha presentato 19 96 in una mostra personale presso Viafarini a Milano.